2×08: La Guerra non cambia mai

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E neppure squadra che vince. Un party esteso guidato dal Dungeon Master Giuseppe “Peppe” Saso insieme ai “soliti noti” Simone Pizzi e Marco Gualdi “Il Distruggitore” da il benvenuto al redivivo nonché illustre Mosè Viero (redattore di GMC/Giochi per il mio Computer e autore dell’ottimo portale sui videogiochi di ruolo La Maschera Riposta all’interno del suo staff. I quattro comici spaventati guerrieri dibattono sui giochi di ruolo post-apocalittici, ciascuno all’interno del suo bunker antiatomico. Sopravviveranno sino al termine dell’episodio? E voialtri?

Buon ascolto!

Intermezzo musicale: Fallout 3 Main Theme (da Fallout 3, composto da Inon Zur)

Tiro Salvezza:

L’antro di Chora

Filo diretto con i nostri ascoltatori

Level-up!

I camei della serie cinematografica Mad Max in Fallout

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Assets audio a cura di Carlo Burigana con l’utilizzo dei seguenti brani:

Sigla di Inizio “Take a Chance” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Colpo Critico “Alchemists Tower” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Tiro Salvezza “Take a Chance” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Antro Di Chora “Danse Macabre – Xylophone” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Level Up “Gaslamp Funworks” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Sigla Di Coda “Fanfare for Space” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

12 Commenti

  1. Ascoltata la prima mezz’ora.
    Qualche osservazione veloce :
    -rpgambientazioni alternative al fantasy:
    vampire con bloodline in prima fila con una ambientazione contemporanea .
    altra ambientazione particolare mai più ripresa nessuno: streampunk fantasy di Arcanum: Meccanica e magia che si contrappongono con elfi nani orchi gnomi che si pongono da una da una parte o una dall’altra.

    Parlando del discorso mitologia postapocalittica come non ricordare i film “il pianeta delle scimmie” come la religione si basa proprio sul lascito distruttivo dell’uomo.

  2. Puntata gradevole, ma anche stavolta dovrò rompere un po’ i coglioni con qualche critica. Prima però vorrei far notare come la voce ed il modo di parlare del preparatissimo Mosè ricordi moltissimo il matematico Piergiorgio Odifreddi, il che non mi dispiace e me lo rende ancor più simpatico. Se avete mai ascoltato Odifreddi, noto personaggio televisivo, non potrete non notare la somiglianza 😀
    Ciò detto, ancora una volta prevale nettamente la rubrica “tiro salvezza” su “colpo critico”, io la snellirei un po’ o mi dilungherei di più con colpo critico approfondendo meglio il tema centrale (a seconda dei casi). A proposito di tiro salvezza, forse l’altra volta mi sono espresso male, non volevo dire che in tale rubrica si trattano esclusivamente titoli recenti ma, non potete negarlo, raramente vi si parla di vecchi RPG (per vecchi intendo anni 80 e 90) ed è anche normale vista la natura ed il senso della rubrica! Per questo proponevo una nuova rubrichetta, o, perché no, una serie di mini-shot, dedicati alla retrospettiva e ai vecchi RPG. Fateci un pensierino.
    Riguardo a “colpo critico”, ho notato che si è parlato quasi esclusivamente della serie Fallout (che ahimé non ho mai giocato), mentre sono stati appena citati Autoduel, Scavengers of the Mutant World (non “Planet”) e Wasteland e trovo sia un vero peccato: poteva essere l’occasione per una retrospettiva sugli RPG ambientati in mondi post-apocalittici seguendo un percorso cronologico per arrivare poi a Fallout.
    In ogni caso sempre i miei più sinceri complimenti al Master Peppe Saso, al grandissimo Pizzi, all’immortale Distruggitore … e speriamo che Mosè sia una presenza fissa del podcast d’ora in avanti 😉

    • In un certo senso vorresti un ODB più sullo stile Archeolgia Videoludica. Un po’ anche io, ma mi sta bene anche così, soprattutto la discussione generale iniziale mi è piaciuta molto.

        • Beh anche qui mi inserisco sulla base della mia esperienza. Quando si ha un ospite are puntate monografiche o esclusivamente storiche diventa un po complicato perché un relatore deve sviscerare molti elementi come ha fatto Peppe nelle monografie di Ultima etc etc e gli altri restano un po li in silenzio utili come una scarpa bucata per passeggiate sulla lava.
          l’Occhio ha fatto puntate con impronta storica e altre che avevano lo scopo di fare piacevoli conversazioni. Questa è una di esse e io non ci trovo niente di male nel dare una variante. Infondo quando si parla di giochi e quando si esprimono considerazioni lo si fa nel migliore dei modi almeno secondo me.

          Simone

          • Personalmente penso che si fosse fatta una analisi un po’ più approfondita della ambientazione non sarebbe stato male. Parlare semai di solo della saga di Fallout, un minimo di accenni per far capire chi c’era dietro quei lavori, perchè si è evoluta in questo modo ecc.

            Sono spunti che non penso avrebbero azzittito gli altri interlocutori.

            E approfondire le tematiche dell’ambietazione di Fallout poteva dare spunti a temi come la preservazione della tecnologia.

            Una preservazione stile quella della confraternita fine a se stessa e non tesa alla divulgazione a cosa porta? è utile?

            Oppure riguardo i vault come location per esperimenti di società chiuse, senza contatti con altri esterni per anni. Ognuno con un isolamento di diversa durata.

          • Tieni presente che l’idea era di parlare di GdR con ambientazioni post-apocalittiche evitando però una “retrospettiva classica” su Fallout (che prima o poi si farà…) 🙂

          • Infatti non c’è nulla di male in questa impostazione. Poi è questione di gusti personali, a me personalmente piace la trattazione storica, per cui avrei preferito qualche parola sui primi gdr post-apocalittici, prima di parlare di Fallout (che tra l’altro sarà sicuramente ripreso in futuro). Poi non sono del tutto sicuro che in una puntata “storica” gli ospiti sarebbero stati così inutili (e comunque solo nella prima parte del programma), anzi un personaggio come Mosé avrebbe potuto dispensare pareri e riflessioni senza difficoltà, oltre a raccontare esperienze personali… ci sarebbe stato spazio anche per un po’ di cazzeggio volendo. Ovviamente la parte del leone (ma parliamo comunque solo della prima parte) l’avrebbe fatta Beppe 🙂 Ripeto, a me non sarebbe dispiaciuto, poi…de gustibus 🙂

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