3×07: Il celebrato straparla

testata 3x07

Il 2016 dell’Occhio si apre all’insegna del boardgame. Tranquilli, non siamo impazziti ma abbiamo voluto realizzare un episodio “diverso dal solito” e con un ospite d’eccezione (ma pertinente ai giochi di ruolo, come ben presto scoprite…).

Un emozionato Giuseppe “Dungeon Master” Saso si fa una bella chiacchierata con l’ospitissimo Spartaco Albertarelli (principale game designer di Editrice Giochi dal 1987, che ha pubblicato ad oggi più di 120 giochi, alcuni dei quali tradotti in numerose lingue, oltre ad aver collaborato all’edizione italiana di molti giochi come Monopoli, Risiko, Dungeons and Dragons, Druid e molti altri, direttamente dal suo blog personale e dall’azienda per quale lavora Kaleidos Games. E “a tradimento” si parla anche del più bel boardgame digitale di sempre, Armello!

Nella seconda parte l’ospite lascia spazio al “solito” duo Simone Pizzi e Marco “Il Distruggitore” Gualdi per tornare ad analizzare alcuni titoli giocati di recente.

Intermezzo musicale: Founders’ Respite (di Michael Allen & Lisa Gerrend, da Armello)

Tiro Salvezza:

L’antro di Chora

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Assets audio a cura di Carlo Burigana con l’utilizzo dei seguenti brani:

Sigla di Inizio “Take a Chance” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Colpo Critico “Alchemists Tower” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Tiro Salvezza “Take a Chance” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Antro Di Chora “Danse Macabre – Xylophone” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Level Up “Gaslamp Funworks” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Sigla Di Coda “Fanfare for Space” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

4 Commenti

  1. Ho apprezzato l’episodio, in particolare l’intervista a Spartaco Albertarelli, un vero pozzo di conoscenza sull’universo ludico, è stato un piacere ascoltarlo. Del resto sono un amante dei boardgame, con una discreta collezione di titoli tra cui alcuni della mitica Editrice Giochi, e non potevo che gradire un ospite di tale calibro. Interessante Armello: ho dato un occhio al sito del gioco e sarei tentato di provarlo, ma prima vorrei capire se si tratta di un gioco al quale potersi dedicare occasionalmente, per intenderci sul tipo di Heartstone? Cioè, ogni partita è a se stante oppure si intraprendono delle campagne che possono durare delle ore?
    A proposito di boardgame (o meglio di collectable card game) digitali, proprio il succitato Heartstone è un gioco da considerare nella categoria, irrinunciabile per chi apprezza e ama il brand di Warcraft. Che ne pensi Saso? Ti piace? Io l’ho giocato molto alcuni mesi addietro, poi la scimmia mi è passata ma comunque è un bel gioco di carte, ideale per partitine estemporanee. Per me che arrivavo dai collezionabili di carte e di miniature, oltre ad essere giocatore incallito prima di Warcraft e poi di WoW, è stato abbastanza naturale e logico provarlo, certo poi ti rendi conto che il gioco ti richiede un investimento di tempo spropositato per costruire un mazzo veramente competitivo o in alternativa di sborsare bei soldini, un aspetto che francamente detesto nei videogiochi!

    • Innanzitutto ti ringrazio per i tuoi continui apprezzamenti relativi agli episodi del podcast. 🙂

      Armello è un gioco da tavolo digitale e a differenza di Hearhstone (che è invece un gioco di carte collezionabili digitale) manca appunto dell’elemento “collezionabile” ossia compri il gioco e hai già tutto senza dover sborsare altro denaro/valuta digitale per ulteriori pacchetti di carte. Infatti le carte in Armello (che sono solo una parte del gioco, un po’ come Risiko!) le hai tutte sin da subito sebbene per “visualizzarle” al di fuori del gioco tu debba averle pescate durante le partite (pensa al meccanismo dei “collezionabili”). Detto ciò, sempre in virtù della sua natura da boardgame e del fatto che comunque ogni partita richiede sempre 4 giocatori (umani oppure controllati dalla CPU) dura tra la mezz’ora e l’oretta e mezza. Ci sono anche fattori che possono ridurre oppure estendere la durata di una partita, selezionabili all’inizio come ad esempio un numero minimo e massimo di turni totali (rappresentati dai punti ferita del Re) e limitazioni sulla durata massima di un turno di un giocatore online. Senza contare che quando giochi in singolo puoi “velocizzare” le azioni della CPU. Infine l’unica campagna presente al momento del gioco è quella introduttiva che funge da tutorial al gioco, e che consiglio sempre di giocare per prima ai neofiti.

      Ho giocato anni fa un paio di partite di Hearthstone (all’uscita dalla beta) ma oramai cerco di evitare i GCC (giochi di carte collezionabili) e mi tengo alla larga pure da WoW (che mi ha letteralmente rubato due anni della mia vita…) nonché da qualsiasi MMORPG perché l’investimento richiestomi da queste due tipologie di giochi mi ruberebbe troppe risorse che preferisco impiegare su altri generi (RPG/JRPG in primis).

  2. Insomma Armello è un gioco che si presta a partitine estemporanee ed autoconclusive se ho ben capito! Be’ non vedo cosa mi dovrebbe trattenere dal giocarlo a sto punto, eheh.
    Sì anche io ho perso almeno un anno con WoW, giocando tra l’altro in un defunto server full-gdr puramente italiano, ma mi è sempre rimasta la voglia di ricominciarlo dal momento che smisi, non per mia volontà, ma per limiti tecnologici. Hearthstone oggettivamente alla lunga stanca, ma ogni tanto una partitina ci può stare.

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